Troppo strano.

Troppo fuori dall'ordinario. Qualcosa non andrà.
Ultimamente la mia filosofia è questa. Se qualcosa viene distorto dalla routine, allora quella giornata avrà qualcosa di diverso. Nella maggior parte dei casi è qualcosa di negativo.
Si tratta di piccole cose; dell'ordine delle azioni che compio abitualmente ogni mattina. Se una volta salto i dieci minuti di lettura, se cambio strada per arrivare all'autobus, se parto troppo presto o troppo tardi da casa. La mia mente mi dice incomprensibilmente che il variare di qualcosa di piccolo ogni mattino porta ad una svolta, a qualcosa di inusuale, raro o che avrei preferito evitare.
Che pensieri stupidi, come se lo svolgersi della nostra vita sia costituito da un lungo filo teso, che percorriamo ogni giorno. Ma se una mattina decidiamo di togliere una fibra, essa si libera dalla via principale per protendersi verso l'esterno, verso l'ignoto. Forse è questo; non so cosa potrebbe succedere se facessi un'azione fuori dal mio comune, ed è per la paura dello sconosciuto che ho paura di staccare ogni mattina una fibra diversa. Così, come un'idiota, ogni giorno, non cambio nulla. Mi sveglio sempre allo stesso modo e se l'autobus è in anticipo e per arrivare prima cambio strada spero con tutta me stessa che on accada niente. Pensieri inutili. Nulla dipende da nulla, come ogni fatto è la conseguenza di una causa. Esattamente, cosa sto dicendo non è chiaro neppure a me. Eppure è vero; non dipende dall'aver cambiato modo di svegliarsi il diverso andamento di un'interrogazione. Le domande saranno esattamente le stesse, anche se la musica della sveglia sarà diversa. Ma se ho paura di un cambiamento, di prendere la mia fibra di filo, allora le mie risposte saranno condizionate dai pensieri. Mi sto contraddicendo, ma è ciò che voglio dire. Tutto questo ragionamento non ha senso, non ha significato. Ma dopotutto, rispecchia ciò che mi frulla per il cervello in questo periodo.