Il cielo non esiste. E' soltanto nuvole che si trattengono a stento sollevate da terra e che versano fitte goccie d'acqua sul paesaggio. L'unico colore che prevale è il grigio, scuro, funesto, cattivo.
Tap, tap, tap.
Non è una, sono miliardi che picchiettano sui vetri. Poi, come l'arida terra del deserto si spacca per la siccità, così tra quel manto uniforme e sfocato si aprono squarci di luce. Ma essa ha un colore: giallo. Grigio e giallo. Così si presentava la pianura. Malata, sotto un temporale di novembre.
E pensare che soltanto qualche ora prima un enorme arcobaleno solcava un azzurro come mare caraibico. Probabilmente qualcuno sarà diventato ricco.
Ed è stato sotto la pioggia che ho desiderato che arrivasse presto Natale; rivoglio le giornate in casa mentre fuori fa davvero freddo, rivoglio l'albero decorato fino all'ultima foglia nel mio salotto. Voglio vedere quelle stupide pubblicità sui regali e sentire che il calore natalizio sta arrivando.
Aspetto soltanto il periodo che lo precede, quell'atmosfera magica. Anche se so che quel giorno non cambierà tanto dal normale; il pranzo sarà composto da pietanze nuove e magari ci sarà qualche regalo, ma nient'altro. Per me il Natale sono le canzoni spensierate piene di campanelli, la neve, le luci ovunque. Non mi è mai stato presentato come un giorno sacro, ma più che altro come motivo per passare una bella giornata con i propri cari. E magari, mi piacerebbe sentire ancora le canzoncine inquietanti che rieccheggiano nella piazza del paesino, trasmesse dagli amplificatori.
Mi manca tutto questo.
Tap, tap, tap.
Non è una, sono miliardi che picchiettano sui vetri. Poi, come l'arida terra del deserto si spacca per la siccità, così tra quel manto uniforme e sfocato si aprono squarci di luce. Ma essa ha un colore: giallo. Grigio e giallo. Così si presentava la pianura. Malata, sotto un temporale di novembre.
E pensare che soltanto qualche ora prima un enorme arcobaleno solcava un azzurro come mare caraibico. Probabilmente qualcuno sarà diventato ricco.
Ed è stato sotto la pioggia che ho desiderato che arrivasse presto Natale; rivoglio le giornate in casa mentre fuori fa davvero freddo, rivoglio l'albero decorato fino all'ultima foglia nel mio salotto. Voglio vedere quelle stupide pubblicità sui regali e sentire che il calore natalizio sta arrivando.
Aspetto soltanto il periodo che lo precede, quell'atmosfera magica. Anche se so che quel giorno non cambierà tanto dal normale; il pranzo sarà composto da pietanze nuove e magari ci sarà qualche regalo, ma nient'altro. Per me il Natale sono le canzoni spensierate piene di campanelli, la neve, le luci ovunque. Non mi è mai stato presentato come un giorno sacro, ma più che altro come motivo per passare una bella giornata con i propri cari. E magari, mi piacerebbe sentire ancora le canzoncine inquietanti che rieccheggiano nella piazza del paesino, trasmesse dagli amplificatori.
Mi manca tutto questo.




0 commenti:
Posta un commento