Uscite dalla scuola io, la mia migliore amica ed un'altra compagna, non quella del cinema, abbiamo attentato ad una battaglia di neve, ma per sprovvedimento di attrezzi tecnici è stata rimandata, in compenso ci siamo divise un pezzo di pizza caldo. Pranzato di fretta e preparatami ad uscire sono corsa verso il centro culturale, sede di quasi tutte le attività creative del luogo. Provando la mia parte mi sono accorta dell'evidente staticismo delle comparse nella scena in cui entro io. Ero sul punto di scoppiare a ridere dopo ogni parola che dicevo, stavano lì, immobili, ferme. Erano quasi inquietanti a pensarci bene. Dicevano le battute leggendole con tanto di errori di ortografia e pronuncia.
Finite le prove sono andata a casa di Gen. Chiamerò Gen la mia migliore amica per mantenerne la privacy. Ci siamo dedicate al training da Taboo, passando e ripassando tutte, o quasi le parole. Un bel momento, finalmente un attimo dove potevamo parlare da amiche, ridere di argomenti che interessano entrambe. Mi sono sentita bene.
Scommetto che la sensazione di benessere derivi dal colore del cielo di oggi. Un'azzurro paragonabile a quello del mare caraibico, solare, neanche una minima, insignigficante nuvola. Durante tutto il tragitto fino a casa di Gen sono stata col naso all'insù, come se dopo anni di daltonismo avessi visto per la prima volta l'infinito mare di colore sopra di me. Facendo i compiti questa sera ne ho approfittato per scambiare due chiacchere con Jamie(altro nome inventato per l'altra mia amica), colei con cui ho condiviso la pizza questa mattina. Mi tranquillizza sentire che le mie amiche se ne infischino un po' della scuola dove io mi preoccupo.
Sono terribilmente stanca dopo aver dormito circa cinque ore e mezzo ieri notte, in più c'è la stanchezza post-educazione fisica. Credo che stanotte passera in un battito di ciglio.
Finite le prove sono andata a casa di Gen. Chiamerò Gen la mia migliore amica per mantenerne la privacy. Ci siamo dedicate al training da Taboo, passando e ripassando tutte, o quasi le parole. Un bel momento, finalmente un attimo dove potevamo parlare da amiche, ridere di argomenti che interessano entrambe. Mi sono sentita bene.
Scommetto che la sensazione di benessere derivi dal colore del cielo di oggi. Un'azzurro paragonabile a quello del mare caraibico, solare, neanche una minima, insignigficante nuvola. Durante tutto il tragitto fino a casa di Gen sono stata col naso all'insù, come se dopo anni di daltonismo avessi visto per la prima volta l'infinito mare di colore sopra di me. Facendo i compiti questa sera ne ho approfittato per scambiare due chiacchere con Jamie(altro nome inventato per l'altra mia amica), colei con cui ho condiviso la pizza questa mattina. Mi tranquillizza sentire che le mie amiche se ne infischino un po' della scuola dove io mi preoccupo.
Sono terribilmente stanca dopo aver dormito circa cinque ore e mezzo ieri notte, in più c'è la stanchezza post-educazione fisica. Credo che stanotte passera in un battito di ciglio.




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