Non vedo l'ora di andare a Mathausen, staccare un po'. Continuo ad aspettare la domenica come non so cosa. Domani ho la tanto temuta verifica di francese, quanto odio quella materia. Ho un'insegnante che la rende ribrezzante. Sto bene al corso di potenziamento di matematica, è come un'ora di enigmistica, è una bella sensazione completare un'espressione o arrivare alla soluzione di un problema attraverso lunghi ragionamenti. Uscita da scuola, cioè dal corso, io e Kat abbiamo preso un gelato anche se la temperatura era poco gradevole ed ero senza giacca. C'era molto vento, sembrava che stesse per arrivare un temporale enorme, che poi si è rivelato un annuvolamento lieve. Quanto amo i temporali. Quando piove così forte da tenerti sveglio la notte, quando rinfrescano l'aria. Vedere i fulmini in lontanaza e poi sentire il rumore assordante del tuono, il vento, il cielo di colori mai visti. Si, mi piacciono i temporali. Non vedo l'ora ne passi uno, mi ricordano le sere d'estate. Ormai ogni piccola cosa è un piccolo deja-vu delle estati passate. Il profumo della casa, una certa luce che filtra dalla finestra la mattina, il sole rosso al tramonto tardo, i cieli azzurri e le nuvole bianche e scolpite a perfezione. Ho trovato un lillà a dodici petali, dicono porti fortuna, speriamo. Questa notte ho sognato la neve, ma non vera, di carta bagnata. Non era fredda, arrivava fino a metà gamba. Avevo il gatto di Gen in braccio solo che invece di essere nero era bianco, come la neve che mi circondava ed assomigliava un po' anche al mio gatto. Questi sogni sono solo un miscuglio di ciò che vivo nella giornata, a cui penso spesso, anche se la neve non la desiderò più già faccio fatica a sopportare questo freddo mattutino ad Aprile. Purtroppo però non sembre sogniamo ciò che affolla la nostra mente durante il giorno, se fosse così o ci deprimeremmo oppure vivremmo nei sogni, il che a me non dispiacerebbe.




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